Chi ha detto che i classici della letteratura devono essere lunghi come Guerra e pace o la Divina commedia? Esistono alcune letture brevi, che possono facilmente occupare una pausa caffè o un’attesa alla stazione.
[ N.B. Il numero di pagine di queste letture brevi è indicativo e subisce variazioni da un’edizione all’altra. Quello inserito viene calcolato eliminando eventuali prefazioni, postfazioni e testi a fronte.]
1. Le notti bianche, F. Dostoevskij
75 pagine
Il titolo dell’opera deriva dal periodo dell’anno noto col nome di notti bianche, in cui il sole tramonta dopo le 22. Dostoevskij racconta la storia del classico “sognatore romantico”, sempre immerso nel suo paradiso di illusioni. Ma cosa succede quando in una notte bianca, passeggiando da solo sul lungofiume, il sognatore incontra il temuto simbolo della vita reale: l’amore?
Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?…
2. Il velo sollevato, G. Eliot
57 pagine
La scrittrice Mary Anne Evans è conosciuta per il suo pseudonimo maschile di George Eliot e per i suoi romanzi maggiori: Il mulino sulla Floss e Middlemarch. La novella Il velo sollevato rappresenta l’unica incursione della scrittrice nel genere della letteratura gotica. Il protagonista, dotato di preveggenza e telepatia, dimostra la vuota apparenza dei rapporti umani non basati sul principio dell’immedesimazione nell’altro.
Qualcosa di simile a un lampo attraversò infatti quei lineamenti duri quando l’ultimo respiro fu esalato e tutti capimmo che il velo nero era calato per sempre.
3. Il piccolo principe, A. de Saint-Exupéry
86 pagine circa
Non occorrono presentazioni per questo capolavoro per i grandi (perchè i bambini non hanno bisogno di ricordarsi che sono bambini). Ciascuno degli incontri del Piccolo Principe è un’allegoria o uno stereotipo della società moderna e contemporanea e riflette su temi esistenziali: il significato dell’amicizia, dell’amore e il senso della vita.
Il piccolo principe è una delle opere più vendute della storia.
Conoscerò il rumore dei tuoi passi che sarà diverso da tutti gli altri.
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4. Lettera sulla felicità, Epicuro
6 pagine
Si tratta della lettera più famosa di Epicuro. In pochissime pagine il filosofo greco esorta Meneceo (ma anche tutti i suoi discepoli) a godere dei veri piaceri e ad allontanare le false ansie, i timori e soprattutto i desideri ingannevoli.
Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere del nostro animo.
5. Casa di bambola, H. Ibsen
80 pagine
La fama internazionale di Ibsen nasce proprio con lo scandalo di quest’opera. La diffusione del dramma provocò numerose polemiche negli anni delle prime battaglie femministe. Forse era questo il suo obiettivo, ma di certo non l’unico.
Il tema centrale del testo è quello tipicamente ibseniano di fedeltà alla vita; un principio che travalica le differenze tra i sessi e diventa universale.
HELMER Tu parli come una bambina; non capisci la società a cui appartieni.
NORA No, non la capisco. Ma ora cercherò di capirla. Voglio scoprire chi ha ragione, io o la società.
6. La metamorfosi, F. Kafka
72 pagine
L’incipit del racconto è folgorante: dopo essersi trasformato in insetto, Gregor Samsa viene escluso per sempre dal mondo. Secondo Milena Jesenská, una delle donne amate da Frank Kafka, in queste poche pagine è racchiuso lo sguardo nudo e doloroso di chi “vedeva il mondo pieno di demoni invisibili, che distruggevano e laceravano l’uomo indifeso“.
Destandosi un mattino da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò tramutato, nel suo letto, in un enorme insetto.
7. L’amico ritrovato, F. Uhlman
82 pagine
Lettura adatta anche ai più giovani, L’amico ritrovato racconta come gli affetti possano scontrarsi con la necessità della storia. Come due ragazzi, l’uno figlio di un medico ebreo, l’altro di una ricca famiglia aristocratica tedesca, possano vivere la loro amicizia ai tempi del totalitarismo. Le monde l’ha definito “uno dei testi più densi e più puri sugli anni del nazismo in Germania“.
Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più.